Il Basket siamo noi è un’associazione senza scopo di lucro costituita nel 2016 da un gruppo di appassionati al fine di creare un supporter trust a sostegno della Pallacanestro Varese.

Nei suoi primi tre anni di vita è arrivata ad acquisire il 5% delle quote della società, diventando parte attiva della proprietà della stessa, e si è posta come un punto di riferimento nella grande famiglia costituita dai tifosi dello storico club varesino, tagliando il traguardo dei 500 associati.

Se lo scopo sociale primario rimane quello di generare risorse economiche utili alla gestione di Pallacanestro Varese, attraverso il coinvolgimento del maggior numero possibile di aderenti, la quotidianità del Trust va ben oltre questo: con le sue iniziative e con i suoi servizi a beneficio degli iscritti e della collettività cestistica varesina, Il Basket Siamo Noi è una nuova e coinvolgente esperienza di tifo per tutti coloro che amano i colori biancorossi.


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IL QUASI MIRACOLO DEI “SENZA MAYO”

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LAMPO O SCINTILLA ?

Ieri era l’ultima giornata di andata del campionato: il momento giusto per fare un primo bilancio della stagione sportiva 2019/2020 e capire se ci si sarebbe qualificati per le Final 8 di Pesaro.

Varese aveva ancora delle chances, ma si sarebbero dovute realizzare una serie di combinazioni di risultati favorevoli da altri campi, oltre, ovviamente, ad una vittoria al Palaverde contro la De Longhi Treviso.

 

Si vorrebbe essere sempre padroni del proprio destino ma ieri sera non è stato possibile; i ragazzi della Caja Band hanno sì sfatato il tabù andando a vincere in trasferta, ma tutte le 

“congiunzioni astrali” che si sarebbero dovute realizzare non sono andate per il verso giusto.

Alla fine Varese, al termine del girone di andata, si è classificata nona per differenza canestri. 

 

Ma torniamo alla gara: per vincere fuori casa è servita una prestazione super da parte di Jason Clark, guardia statunitense che fino a questo punto della stagione non era mai riuscita a convincere.

 

Al suo arrivo in Italia, a causa di un infortunio muscolare subito ad inizio preparazione a Gressoney, è stato costretto ad un lungo stop; solo alla 5° giornata di campionato,contro la Virtus Bologna, ha potuto fare il suo esordio.

 

Fino a ieri sera, non aveva mai mostrato di poter essere determinante positivamente, se non in qualche prestazione che, però, non è mai stata del tutto convincente; e Varese, per questo motivo, ne ha sofferto molto: non è facile “regalare” la guardia titolare per buona parte delle partite che disputi.

 

Ieri, invece, Jason è stato tutto quello che non era riuscito ad essere nell’anno appena trascorso : aggressivo, propositivo, rapido di testa e di gambe; anche il body language ha raccontato di un giocatore presente sui due lati del campo, che ha saputo attaccare il ferro (peculiarità del gioco che manca come l’aria al roster della OJM di quest’anno)senza paura dei contatti che ha saputo assorbire, facendo spesso e volentieri canestro. 

Sicuramente, le doti espresse ieri in campo sono quelle che, questa estate, hanno convinto gli scout varesini ad offrirgli un ingaggio in sostituzione, nello spot di shooting guard, di Aleksa Avramovic; purtroppo, fino a ieri sera, non era riuscito ad esprimere le sue qualità.

I motivi potrebbero essere molteplici, il sistema di gioco, il campionato italiano nuovo per lui, l’infortunio che non lo ha fatto salire di condizione; magari anche il suo fisico particolarmente esile che, messo a confronto con quello delle guardie avversarie, è decisamente inferiore.

 

Però in questa sfida molto importante, si è preso le sue responsabilità e ha dimostrato di poter essere un fattore determinante per le fortune dei biancorossi.

Auspichiamoci solo che questa prestazione non sia un lampo nella notte, ma una scintilla capace di accendere e alimentare la passione dei tifosi per lui.