Il Basket siamo noi è un’associazione senza scopo di lucro costituita nel 2016 da un gruppo di appassionati al fine di creare un supporter trust a sostegno della Pallacanestro Varese.

Nei suoi primi tre anni di vita è arrivata ad acquisire il 5% delle quote della società, diventando parte attiva della proprietà della stessa, e si è posta come un punto di riferimento nella grande famiglia costituita dai tifosi dello storico club varesino, tagliando il traguardo dei 500 associati.

Se lo scopo sociale primario rimane quello di generare risorse economiche utili alla gestione di Pallacanestro Varese, attraverso il coinvolgimento del maggior numero possibile di aderenti, la quotidianità del Trust va ben oltre questo: con le sue iniziative e con i suoi servizi a beneficio degli iscritti e della collettività cestistica varesina, Il Basket Siamo Noi è una nuova e coinvolgente esperienza di tifo per tutti coloro che amano i colori biancorossi.


Desideri anche tu far parte della nostra associazione, dimostrando il tuo senso di appartenenza e contribuendo in maniera fattiva ad aiutare Pallacanestro Varese? Associati ora!

Gandini's Corner
IL TESTAMENTO DI AVRA, GLI INUTILI RIMPIANTI E UNA LEZIONE DA IMPARARE (FORSE, CHISSÀ…)

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IL PRIMO GIORNO NON SI SCORDA MAI...

Ieri 8 agosto 2019 ha preso il via ufficialmente la stagione sportiva della Pallacanestro Varese e vista la risposta dei tifosi presenti al Lino Oldrini, questo manipolo di uomini prima che giocatori di basket (parole testuali del G.M. Andrea Conti) è già riuscito a scaldare i cuori dei suoi supporter. Personalmente aspettavo la giornata di ieri con impazienza e curiosità, perché come sempre accade, quando finisce una stagione, passa sempre troppo tempo prima di rivedere i ragazzi indossare i gloriosi colori biancorossi. Sono arrivato al Tempio appena ho potuto, erano quasi le 18 e il piazzale era praticamente pieno di auto. Parcheggio, di passo svelto mi avvicino al gate 4 e una volta entrato rimango stupito positivamente dalla risposta del pubblico; quasi tutta la tribuna ovest è colma di gente.

 

Cerco un seggiolino libero, che sia il più possibile vicino al parquet, perché mi sento come un bambino d’avanti ad un negozio di caramelle, e ci sono tante “caramelle” nuove rispetto alla stagione passata e quindi devo cercare di assaporarne tutte le sfaccettature, in modo quasi ingordo perché quei suoni, quei gesti, fanno parte del mio essere e devo nutrirmene il più possibile.

 

Già durante la parte atletica tutti i presenti sugli spalti non vedevano l’ora di far sentire il proprio calore a chi stava faticando (a detta del coach in realtà ieri hanno solo scherzato). Scroscianti applausi di incoraggiamento per tutto il gruppo. Poi, dato il rompete le righe dallo staff tecnico e fatta una meritata doccia, gli atleti si sono ripresentati in mezzo al campo e dopo il consueto discorso dell’Artiglio, che come oramai ci ha abituato ha buttato un po’ d’acqua sul fuoco per partire a fari spenti ed auspicabilmente sorprendere più avanti con qualche risultato di prestigio, c’è stata l’invasione pacifica dei presenti che si sono dilettati nel fare selfies e richiedere autografi (i più vivaci hanno anche intonato qualche coro e fatto qualche goliardata alla “Amici miei”)a chi, ci si augura, possa far sognare soprattutto da settembre a giugno.

 

Ma non è tutto legato esclusivamente al campo di gioco e ai suoi protagonisti. Una volta seduto su quel seggiolino neppure tanto comodo, inizi a rivedere persone ed amici con cui ti saluti, ti abbracci e con cui parlando principalmente di quella cosa che ti unisce e magari ti ha fatto conoscere, scoppi in fragorose risate perché da qualche tempo l’essere semplicemente tifosi della Pallacanestro Varese non basta più, a me sta stretto. Sono sempre più le volte che, quando vado a vedere quello che può essere un allenamento o una gara ufficiale, ho l’impressione di viaggiare verso casa mia dove troverò parte della mia famiglia.